mercoledì 20 febbraio 2013

High


Un mese fa, ho fatto un giro in montagna. Dopo i primi tre giorni trascorsi sulle piste come un'imbecille (è femminile), con uno snowboard di burro e gli attacchi che ogni due discese minacciavano di staccarsi dalla tavola (thumbs up per i cacciaviti pubblici alle seggiovie), ho pensato di iniziare la quarta giornata con una passeggiata in paese, quella manciata di case che è Saint Jacques.


Fin da piccola mi chiedevo dove finisse la strada, per scoprire solo ora che la valle termina qui, accanto al solito Champoluc, dove ci fermavamo solitamente. La rivelazione del posto è la varietà di percorsi e sentieri nel bosco, verso la vetta o il lago. Purtroppo, sono tutti chiusi durante l'inverno.
Non avevo ancora testato in ambiente naturalistico puro il Tamron 17-50 f/2.8 che mi ha portato quel babbo di natale, e mi sono concentrata su zone non contaminate nei dintorni.  
L' Évançon attraversa tutta la Val d'Ayas e nasce da queste parti, offre scorci notevoli (lo so, manco sul National Geographic, spesso faccio presente che non so scrivere.)



Assai edificante ( ?? lol, again) scattare in condizioni nuove e con la lente che ha un mese di vita, ancora da conoscere e da capire. La linea di confine fra quello che faccio io e quello che fa lo strumento non è ancora definita, l'obbiettivo è più luminoso, nitido (un rasoio) e veloce rispetto al vecchio plasticotto, devo ricalibrare di conseguenza l'occhio e le abitudini. Niente di tragico, c'è stato un periodo in cui dimenticavo di impostare la chiusura del diaframma e buttavo al cesso un sacco di immagini buone.


La luce in montagna arriva relativamente tardi, il sole sbuca da dietro una cima ed è già troppo intenso e alto, un'atmosfera più nordica sarebbe stata l'ideale. O forse no. In fondo sono venute bene lo stesso.
Dev'essere che avevo appena iniziato a dimenticarmi di ogni scazzo incombente, complice anche un azzeccatissimo brano da Skyrim che stavo ascoltando, quando sono stata interrotta da richiami vari che mi ricordavano lo scopo del viaggio, cioè sciare.
Il ritorno allo snowboard è stato leggermente traumatico: ormai io ero a Whiterun, aspettavo di uccidere il primo drago, assorbirne l'anima e il potere, rispondere alla chiamata dei Barbagrigia, imparare i  Thu'um, scassare il culo ai Daedra dimmerda, varcare il confine di Sovngarde. E invece...

"I used to be a photographer like you, then I took an arrow in the knee."


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